LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

23 NOVEMBRE: IN VIGORE IL REGISTRO UNICO NAZIONALE del TERZO SETTORE
(A cura di Pier Luigi Ferrenti, Luigi Silvestri, Alessio Silvestri)

Dal prossimo 23 novembre andrà in vigore il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Lo ha stabilito il decreto direttoriale n.561 del 26 ottobre 2021 (Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese del Ministero del Lavoro).

Un decreto atteso da tempo, in quanto l’avvio del RUNTS avviene a distanza di oltre 4 anni dall’entrata in vigore del Codice del Terzo Settore e circa 14 mesi dopo l’emanazione del Decreto ministeriale n.106 del 15 settembre 2020 con il quale sono state disciplinate le procedure d’iscrizione nel RUNTS, le modalità di deposito degli atti, e le regole per la predisposizione, la tenuta, la conservazione e la gestione del Registro stesso.

L’avvio del RUNTS non significa però che dal prossimo primo gennaio entreranno automaticamente in vigore i nuovi regimi fiscali. Perché ciò avvenga manca ancora un tassello fondamentale: l’autorizzazione della Commissione europea. Come noto, il Governo non ha ancora inviato la richiesta di autorizzazione, ma si deve comunque registrare una novità importante: il Ministro del Lavoro, con decreto n.200 del 14 ottobre scorso, ha formalmente costituito un “Comitato Scientifico per la promozione dell’economia sociale nei rapporti internazionali” che ha, tra i suoi compiti, anche quello di formulare proposte, svolgere analisi ed elaborare documenti in ordine al suddetto processo di autorizzazione.

Il 23 novembre sarà dunque avviata la “trasmigrazione” delle Associazioni di Promozione Sociale (APS) e delle Organizzazioni di Volontariato (ODV) dai registri esistenti ai competenti uffici del RUNTS (Ufficio statale o uffici regionali o provinciali). A partire dal 24 novembre, sarà possibile inoltre presentare le domande per nuove iscrizioni da parte di tutti gli Enti del Terzo settore.

Cosa succederà alle APS e alle ODV già iscritte? Quali saranno le tappe del percorso che le porterà nel RUNTS? E le APS e le ODV a noi affiliate quali adempimenti devono mettere in atto? E cosa dovrà fare chi vorrà iscriversi per la prima volta? Proviamo oggi a fare sintesi della normativa succitata e a rispondere ad alcune delle domande che già cominciano ad arrivare, concentrandoci in particolare su ciò che riguarda le APS e distinguendo anche tra APS iscritte solo nel Registro nazionale e tra APS iscritte sia nel Registro nazionale sia nel Registro della loro Regione o solo in quest’ultimo, in quanto il decreto ministeriale 106 (art. 31 per quanto riguarda le APS iscritte nei registri regionali, art.32 per le APS nazionali e art.33 per le articolazioni territoriali e i circoli affiliati iscritti solo nel registro nazionale) stabilisce alcune differenze nell’iter a seconda del registro di iscrizione.

La legge 383 del 7 dicembre 2000 (Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale) prevedeva infatti che le Associazioni nazionali di Promozione Sociale (e l’AICS è tra di esse) si potessero iscrivere nel Registro nazionale delle APS, tenuto dal Ministero del Lavoro. In tale registro potevano inoltre iscriversi le loro articolazioni territoriali (dunque tutti i nostri Comitati Regionali e Nazionali) e i circoli affiliati che ne avessero i requisiti (art. 7 commi 1 e 3).

Nel registro nazionale sono iscritti tutti i comitati territoriali e centinaia di circoli affiliati. L’Ufficio Organizzazione ha predisposto una sezione specifica sul sito istituzionale dove consultare i decreti di iscrizione, e ogni APS iscritta può inoltre ritrovare numero del decreto di iscrizione e data della sua emanazione nella sua area riservata del programma di tesseramento (Anagrafica 2)

La stessa legge (art. 7 comma 4) prevedeva che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano potessero istituire, rispettivamente, registri su scala regionale e provinciale. Non tutte le Regioni lo hanno fatto, ma laddove sono stati istituiti molti comitati territoriali e molti circoli affiliati, anche se già iscritti nel registro nazionale, vi si sono iscritti. Infine, molti circoli affiliati sono iscritti solo nei registri regionali.

E’ utile infine suddividere il percorso in due distinte fasi: la prima, in cui “trasmigrano” al RUNTS i dati e i documenti delle APS iscritte nei vari registri (dal 23 novembre 2021 al 21 febbraio 2022); la seconda in cui il Runts può chiedere integrazioni e si arriva al provvedimento di iscrizione o diniego all’iscrizione (dal 22 febbraio al 21 agosto 2022) ferma restando la possibilità di sospendere il procedimento per un massimo di 60 giorni nel caso di richieste di integrazioni.

Oggi tratteremo degli aspetti connessi a questa prima fase, rimandando alla prossima settimana quelli connessi alla seconda fase, quando tratteremo inoltre gli aspetti legati alle iscrizioni nel RUNTS (possibili dal 24 novembre) degli ETS.

Prima fase: Come e quando avviene la trasmigrazione delle APS

Per quanto riguarda l’Associazione nazionale, l’ufficio del Ministero che gestisce il Registro nazionale ha tempo sino al 23 dicembre 2021 per comunicare telematicamente al RUNTS i suoi dati. Entro questa data, infatti, devono essere comunicati i dati delle APS nazionali iscritte nel Registro nazionale APS alla data del 22 novembre 2021 (art.1 comma 3 D.D. 561 e art.32 comma 1 D.M. 106). Il suddetto ufficio ha inoltre tempo sino al 21 febbraio 2022 per trasferire al RUNTS tutta la documentazione in suo possesso.  (art.1 comma 3 D.D. 561 e art.32 comma 3 D.M. 106).

Stesso termine (23 dicembre 2021) è dato all’ufficio del Ministero che gestisce il Registro nazionale per comunicare al RUNTS i dati delle articolazioni territoriali (dunque dei nostri Comitati) e dei circoli affiliati, indicando l’associazione nazionale di riferimento. (art.1 comma 3 D.D. 561 e art.33 comma 1 D.M. 106).

Ciascun ufficio regionale o provinciale del RUNTS, prese in carico le informazioni riguardanti le articolazioni territoriali e i circoli affiliati aventi la sede legale nella propria Regione o Provincia autonoma, acquisisce per ciascuna APS, anche per il tramite delle associazioni nazionali affilianti (dunque nel nostro caso per il tramite dell’AICS nazionale) le informazioni e i documenti mancanti. Per farlo, ha tempo sino al 21 febbraio 2022. (art.1 comma 3 D.D. 561 e art.33 comma 3 D.M. 106).

Per quanto riguarda le articolazioni territoriali e i circoli affiliati iscritti anche (o solo) nei registri regionali APS, sono gli uffici regionali di tali registri a trasmettere al RUNTS i dati e i documenti in loro possesso, entro lo stesso termine del 21 febbraio 2022. (art.1 comma 2 D.D. 561 e art.31 comma 1 D.M. 106).

Cosa devono fare le APS (Comitati e circoli) in questa prima fase

La risposta non è univoca, ed è condizionata sia dal Registro d’iscrizione sia dall’adeguamento o meno dello statuto.

·         Comitati territoriali e APS già iscritte nei registri esistenti non devono fare alcuna domanda. La trasmigrazione è automatica;

·         I circoli affiliati iscritti solo nel registro nazionale la cui affiliazione è scaduta devono riaffiliarsi quanto prima in considerazione del fatto che, essendo iscritti nel registro in quanto circoli affiliati, il mancato rinnovo dell’affiliazione è motivo di cancellazione dal registro;

·         I Comitati territoriali e i circoli affiliati che non hanno ancora adeguato lo statuto al Codice del Terzo settore hanno tempo, come noto, sino al 31 maggio 2022 per provvedere, convocando un’assemblea ordinaria. Considerato però che dal 23 febbraio 2022 potrebbe essere richiesto loro di fornire, entro 60 giorni, lo statuto adeguato, (dunque prima della scadenza del 31 maggio), il consiglio è che provvedano all’adeguamento in tempi brevi;

·         Comitati e circoli che non hanno trasmesso alla sede nazionale lo statuto adeguato, pur avendolo approvato, devono caricarlo sul portale del tesseramento, per consentire all’ufficio Organizzazione di fornirlo in caso di richieste provenienti dal RUNTS. In particolare, devono farlo le APS iscritte solo nel Registro nazionale, in quanto gli uffici del RUNTS potranno chiedere tali documenti direttamente al nostro Ente.

·         Altro documento che potrà essere richiesto è l’Atto costitutivo: per quanto riguarda i Comitati territoriali, essi in generenon lo hanno, essendo stati a suo tempo istituiti dall’Associazione nazionale; analogamente, molti circoli, costituiti in epoca passata, ne sono privi. Per essi, il DM 106 (art. 8 comma 5) ha previsto che possano rilasciare dichiarazione di insussistenza o irrecuperabilità. Comitati territoriali e circoli potranno rilasciare questa dichiarazione completando e firmando il fac-simile appositamente predisposto e scaricabile dall’area riservata del programma di tesseramento (stampe – dichiarazione sostitutiva di certificazione e/o notorietà). Tale dichiarazione dovrà essere inviata all’ufficio organizzazione dnorganizzazione@aics.info che la caricherà sul portale del tesseramento.

·         Chi è a posto con lo statuto e con l’affiliazione ed ha caricato i documenti sul portale del tesseramento, in questa prima fase non deve fare nulla se non gli è espressamente richiesto.

Sino al 22 novembre è possibile iscriversi nel registro nazionale e nei registri regionali APS

La possibilità di presentare domanda di iscrizione ai registri attualmente esistenti è consentita sino al 22 Novembre, giorno precedente all’entrata in funzione del RUNTS. Dopo tale data, i registri rimangono operanti esclusivamente per i procedimenti di iscrizione e cancellazione pendenti a tale data.

Le APS che entro tale data non avevano ancora ottenuto l’iscrizione non devono però temere di ricominciare da capo: a conclusione del procedimento, i dati e le informazioni di tali Enti saranno trasferiti al RUNTS  (art. 1 comma 5 D.D. 561 e art. 38 comma 2 D.M. 106).Si consiglia alle APS che ne hanno i requisiti (statuto a norma etc) di approfittare di questo tempo che ci separa dal 22 novembre per presentare domanda di iscrizione al registro nazionale. POSSONO FARLO  TRAMITE IL PROGRAMMA DI TESSERAMENTO ON LINE, RIVOLGENDOSI AL COMITATO PROVINCIALE DI APPARTENENZA, E INVIANDO LA RICHIESTA ENTRO IL PROSSIMO 15 NOVEMBRE.

(08/10/2021)
5XMILLE 2021: OBBLIGATORIO L’USO DEI NUOVI SCHEMI DI RENDICONTO

A partire dal contributo del 5×1000 relativo all’anno finanziario 2020 gli Enti che percepiscono tali somme da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS) dovranno applicare gli schemi pubblicati con il D.D. 488/2021.

L’obbligo di applicare degli schemi e delle “regole” standardizzate per l’adempimento in oggetto assolve al duplice scopo di garantire al MLPS una maggiore efficacia nei controlli circa l’utilizzo e la corretta evidenziazione delle somme ricevute, nonché permettere alla collettività una più facile lettura degli elementi contabili e informativi contenuti nel rendiconto e nella relazione illustrativa.

Per i contributi in oggetto sono stati infatti emanati i nuovi modelli di rendiconto da utilizzare sia in via ordinaria che in caso di accantonamento del contributo, unitamente alle linee guida per la loro compilazione e per la predisposizione della relativa relazione accompagnatoria.

Gli schemi disponibili sul sito del MLPS dovranno essere compilati esclusivamente in modalità digitale.

Tali enti, qualora beneficiari del 5×1000 erogato dal MLPS e indipendentemente dell’importo percepito, hanno l’obbligo di redigere il rendiconto e la relativa relazione illustrativa entro 12 mesi dalla data di percezione del contributo (conservando la documentazione presso la propria sede per 10 anni dalla data di redazione, congiuntamente ai giustificativi delle spese ivi indicate).

Il rendiconto ordinario è strutturato in due parti di cui una contenente i dati anagrafici dell’ente, seguita dalla sezione dedicata alla modalità di impiego del contributo (risorse umane, spese di funzionamento, spese per acquisto beni e servizi, spese per attività di interesse generale ed eventuali accantonamenti), mentre la relazione illustrativa deve essere redatta in forma discorsiva con una breve presentazione dell’ente e delle attività di interesse generale svolte ed una successiva parte dedicata alla descrizione delle attività realizzate mediante l’impiego del contributo in oggetto.

In caso di contributi percepiti di importo pari o superiore ad euro 20.000,00 gli enti beneficiari dovranno trasmettere, con invii distinti al MLPS per ciascuna annualità ed esclusivamente via Pec (rendicontazione5xmille@pec.lavoro.gov.it), il rendiconto e la relazione illustrativa congiuntamente alla copia del documento di identità del legale rappresentante entro 30 giorni dalla data ultima prevista per la redazione.

Concludendo, si ricorda che non potranno essere finanziate con il 5×1000 le spese di pubblicità sostenute per realizzare campagne e attività di sensibilizzazione sulla destinazione della quota dello stesso, né quelle sostenute dopo la cessazione dell’attività istituzionale dell’ente (es. dopo la delibera di messa in liquidazione).

(Ottobre 2020)
REGISTRO UNICO E 5 PER MILLE, PASSI IN AVANTI PER LA RIFORMA
DEL TERZO SETTORE (a cura di Pierluigi Ferrenti) 

Settembre ha registrato due significativi progressi nel percorso della riforma del Terzo Settore, che a distanza di ormai oltre quattro anni è comunque ancora lontana dall’essere completataLa ministra del lavoro ha infatti firmato il decreto sull’istituzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) ed è inoltre stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n.231 del 17 settembre 2020 il decreto che disciplina le nuove modalità di riparto del 5 per mille. Oggi forniamo una sintesi del decreto ministeriale sul RUNTS, rimandando ulteriori approfondimenti al momento della sua pubblicazione. Con il prossimo numero, affronteremo il DPCM sul 5 per mille.L’istituzione del RUNTS arriverà al traguardo con notevole ritardo rispetto a quanto previsto. L’art. 53 del Dlgs 117/2017 (Codice del Terzo Settore) stabiliva infatti che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, “previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni”, avrebbe dovuto emanare entro un anno il decreto disciplinante la procedura per l’iscrizione nel RUNTS.

L’intesa è stata finalmente raggiunta lo scorso 10 settembre, e la Ministra Catalfo il 16 settembre ha firmato il decreto, che è stato poi inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.

Il RUNTS non entrerà in funzione prima del prossimo anno. Dalla data della sua pubblicazione, infatti, Regioni e Province autonome avranno 180 giorni di tempo per definire i procedimenti per l’emanazione dei provvedimenti di iscrizione e di cancellazione degli enti. Ciò significa che, a patto che sia acquisita l’autorizzazione della Commissione europea (la richiesta non è stata ancora inviata) le nuove normative fiscali andranno in vigore, per la stragrande maggioranza degli Enti, non prima del 2022.

Come noto, il RUNTS andrà a sostituire i registri di settore esistenti: per quanto ci riguarda più da vicino, scompariranno i registri regionali di APS e ODV e il registro nazionale delle APS. Il RUNTS sarà suddiviso in sette sezioni ( tra le quali ODV, APS e reti associative), tutte le comunicazioni perverranno per via telematica e gli ETS dovranno obbligatoriamente dotarsi di un indirizzo PEC.

Per ODV e APS la trasmigrazione dai precedenti Registri sarà automatica; inizierà a partire dalla data che verrà fissata dal ministero del lavoro, e si completerà nel termine dei novanta giorni successivi a tale data. L’ufficio regionale competente verificherà entro 180 giorni dalla presa in carico dei documenti, la sussistenza dei requisiti per l’iscrizione degli ETS nella corrispondente sezione del RUNTS. Nel caso gli ETS debbano regolarizzare la loro documentazione, avranno 10 giorni di tempo dalla data della richiesta per formulare eventuali controdeduzioni o per manifestare la propria intenzione di procedere alla regolarizzazione, e ulteriori 60 giorni per farlo.

Le nuove iscrizioni dovranno invece essere fatte dal legale rappresentante dell’ETS o dalla Rete Associativa cui esso aderisce. L’ufficio regionale avrà 60 giorni di tempo per accogliere la domanda e iscrivere l’ETS nel Registro, oppure per richiedere integrazioni o rifiutare l’iscrizione. Trascorsi i 60 giorni, la domanda si intende accolta. Il termine si riduce a 30 giorni se gli statuti presentati sono conformi ai modelli standard predisposti dalle reti associative e approvati dal Ministero.

La nostra Associazione ha da tempo approvato le modifiche statutarie che le consentono di essere a tutti gli effetti Rete Associativa. Ciò ci consentirà, come facciamo già adesso con le ASD che si iscrivono nel Registro CONI, di inviare al RUNTS tutti i documenti necessari per l’iscrizione e la permanenza nel Registro dei nostri affiliati che intendono iscriversi nel RUNTS. Con gli uffici nazionali e i consulenti informatici, stiamo lavorando infatti a predisporre i software necessari, compreso quello per la redazione dei bilanci secondo gli schemi ministeriali.


Riforma del Terzo Settore e Adempimenti contabili: le principali novità per tutti gli Enti del Terzo Settore
(a cura di Alessio Silvestri)

Il Consiglio nazionale del Terzo Settore  ha espresso il parere sui nuovi schemi “predefiniti” di rendicontazione, obbligatori per tutti gli enti del Terzo settore; ora, per la piena efficacia degli stessi, si attende solo l’emanazione del decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Sulla scia di quanto previsto dall’art.13 del Codice del Terzo Settore, i suddetti schemi variano a seconda della natura giuridica e delle dimensioni dell’Ente. Nello specifico:

  • ETS commerciali e imprese sociali: redigono un bilancio civilistico con tenuta obbligatoria di libro giornale e inventari;
  • ETS non commerciali con ricavi, rendite, proventi e/o entrate superiori a 220mila Euro: redigono un bilancio civilistico composto da stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione;
  • ETS non commerciali con ricavi, rendite, proventi e/o entrate inferiori a 220mila Euro: possono predisporre un bilancio “semplificato” in forma di rendiconto per cassa.

Il comma 6 dell’art.13 del Codice del Terzo settore prevede inoltre che “l’organo di amministrazione documenta il carattere secondario e strumentale dell’attività di cui all’articolo 6 del CTS nella relazione di missione o, a seconda dei casi, in una annotazione in calce al rendiconto per cassa o nella nota integrativa al bilancio”.

La relazione di missione richiamata servirà ad illustrare, da un lato, le poste di bilancio e, dall’altro, l’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie, unendo così informazioni che il Codice Civile colloca per le società di capitali, distintamente, nella nota integrativa e nella relazione sulla gestione.

La norma sottintende l’utilizzo del principio di competenza economica per la redazione del bilancio degli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori a 220.000,00 euro, mentre consente l’utilizzo del principio di cassa per gli ETS con ricavi, rendite, proventi e/o entrate inferiori alla predetta soglia. In questi nuovi schemi rendicontativi viene valorizzata la figura, anche economica, del volontariato; tra i costi è infatti presente una specifica voce riferita all’impiego dei volontari all’interno degli ETS.

Quanto appena detto rappresenta di certo un cambiamento epocale per il terzo settore, non fosse altro che tutti gli enti del terzo settore dovranno depositare il bilancio di esercizio:gli enti che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale depositeranno il bilancio presso il registro delle imprese; gli enti del Terzo settore non iscritti nel registro delle imprese dovranno invece depositare il bilancio presso il registro unico nazionale del Terzo settore.

Si precisa altresì che i nuovi schemi dovranno essere utilizzati dalla presentazione del bilancio 2021, adempimento da ottemperare nel corso dell’anno 2022. Il legislatore ha opportunamente deciso di concedere il tempo necessario per uniformarsi ai nuovi obblighi di legge e consentire agli Enti del Terzo Settore di valorizzare la trasparenza nella gestione economico/finanziaria nei confronti dei propri associati e dei terzi.


RIFORMA DEL TERZO SETTORE AGGIORNAMENTO 20 GENNAIO 2018

slide codice aggiornamento 20 gennaio 2018

slide registro coni aggiornamento 20 gennaio 2018


RIFORMA DEL TERZO SETTORE AGGIORNAMENTO 30 DICEMBRE 2017

Il Responsabile Nazionale dell’Organizzazione, Pier Luigi Ferrenti, ha tenuto, a margine dell’Assemblea Nazionale AICS del 15 dicembre u.s., una relazione su alcuni aspetti delle ultime disposizioni che interessano direttamente le strutture periferiche.
Per opportuna conoscenza e per potersi conseguentemente adeguare, ho ritenuto di pubblicare le slides aggiornate del suo intervento.

SLIDE REGISTRO CONI AGGIORNAMENTO 30 DICEMBRE 2017_def3

Manuale_ASD_per_RSSD


RIFORMA DEL TERZO SETTORE

Prossimo appuntamento: Sabato 30 settembre 2017
incontro presso la sede del Comitato Regionale Toscana Via I. Da Diacceto 3/b dalle ore 14.30 alle ore 16.30.
L’incontro è riservato ai membri dell’Assemblea regionale AICS Toscana, ma aperto a tutti gli associati che intendono partecipare per ricevere informazioni sulla Riforma del Terzo Settore.


Supplemento ordinario n. 43/L alla GAZZETTA UFFICIALE (Roma – Mercoledì, 2 agosto 2017 delle ore 19.30) il Codice del Terzo settore, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106.
Supplemento ordinario n. 43/L alla GAZZETTA UFFICIALE (Roma – Mercoledì, 2 agosto 2017 delle ore 19.30) il Codice del Terzo settore, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106.

Fonte: Gazzetta Ufficiale di Mercoledi 2 agosto 2017


Compendio de “Il Sole 24 ore” sulla Riforma del Terzo Settore

Fonte: Il Sole 24 ore di Mercoledì 12 luglio 2017


Il 28 giugno 2017 il Consiglio dei ministri ha approvato, cinque giorni prima della scadenza prevista per il 3 luglio, gli ultimi tre decreti legislativi che daranno corpo alla riforma del terzo settore (legge delega 106/2016): si tratta dei decreti sul codice del terzo settore, sull’impresa sociale e sulla nuova disciplina del cinque per mille (vedi in allegato i testi).

Il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, affiancato dal sottosegretario Luigi Bobba, ha sottolineato in una conferenza stampa che i provvedimenti riguardano 300 mila associazioni, 1 milione di lavoratori, oltre 5 milioni di volontari. E che si tratta di “un riconoscimento politico e normativo a questo grande mondo”, volto a “superare la frammentazione della normativa e a introdurre elementi di innovazione”.

Tuttavia, come si legge sul sito di Csvnet, prima che facciano sentire i loro effetti ci saranno decine di decreti ministeriali e di scadenze. Saranno molti infatti i passaggi da compiere prima che quanto previsto dalla riforma diventi effettivo. Carlo Mazzini di Quinonprofit.it ha calcolato che dovranno essere stilati ben 31 decreti ministeriali e che ci saranno varie altre scadenze da rispettare.

Di particolare interesse per il sistema dei Centri di Servizio per il Volontariato il decreto sul Codice del Terzo Settore che al Capo II, articoli 61-66 introduce nuove e importanti novità circa l’accreditamento dei Csv, il loro finanziamento, funzionamento e controllo.

Di seguito alcune delle norme più significative riguardanti i Csv:

[art. 61, comma 1, lettera a, d, f]
Possono essere accreditati come centri di servizio per il volontariato, di seguito CSV, gli enti costituiti in forma di associazione riconosciuta del Terzo settore da organizzazioni di volontariato e da altri enti del Terzo settore, esclusi quelli costituiti in una delle forme del libro V del codice civile, ed il cui statuto preveda:
a) lo svolgimento di attività di supporto tecnico, formativo ed informativo al fine di promuovere e rafforzare la presenza ed il ruolo dei volontari negli enti del Terzo settore.
(…)
d) l’obbligo di ammettere come associati le organizzazioni di volontariato e gli altri enti del Terzo settore, esclusi quelli costituiti in una delle forme del libro V del codice civile, che ne facciano richiesta, fatta salva la possibilità di subordinare il mantenimento dello status di associato al rispetto dei principi, dei valori e delle norme statutarie (art. 61, lettera d).
(…)
f) l’attribuzione della maggioranza di voti in ciascuna assemblea alle organizzazioni di volontariato.

[art. 63, comma 1]
I CSV utilizzano le risorse del FUN loro conferite al fine di organizzare, gestire ed erogare servizi di supporto tecnico, formativo ed informativo per promuovere e rafforzare la presenza ed il ruolo dei volontari negli enti del Terzo settore, senza distinzione tra enti associati ed enti non associati, e con particolare riguardo alle organizzazioni di volontariato.

Illustrando le principali novità dei crecreti, Bobba ha affermato che “per la prima volta abbiamo una definizione di cos’è il terzo settore. Fino ad ora era solo una formula sociologica descrittiva. Ora è riconosciuto dalla legge: l’architrave di questa regolamentazione è in un unico registro del terzo settore. Fino ad oggi ce n’erano tanti, la situazione non era trasparente, qualche volta era anche opaca. Da quando sarà avviato il registro ci sarà un unico punto di riferimento, gestito dalle regioni su un’unica piattaforma nazionale. Questo significa più trasparenza e informazioni più ricorrenti. E per le istituzioni una migliore conoscenza dei soggetti a cui si erogano i fondi”.

Inoltre la legge, come ha sottolineato il sottosegretario Bobba durante la conferenza stampa, ha una dotazione di 190 milioni di euro che nei diversi decreti sono stati per il 60% dedicati agli incentivi di carattere fiscale. Per le organizzazioni di volontariato, ad esempio, per ogni 100 euro di donazione, fiscalmente ne ritorneranno 35. Ci sarà “quindi un fondo per i progetti innovativi” che per il primo anno avrà una dotazione pari a 65 milioni.

Riguardo il decreto sull’impresa sociale Bobba ha evidenziato quattro punti salienti: ampliamento dei campi di attività; la possibilità di fare una parziale ridistribuzione degli utili; l’entrata nella governance delle imprese sociali, seppure in quota minoritaria, anche di soggetti profit e di enti pubblici; nuovi incentivi fiscali per le aziende ad investire nelle imprese sociali.

La riforma del 5 per mille, la cui copertura ammonta a 500 milioni strutturali, prevede infine “un meccanismo di erogazione più veloce”, al posto della media di quasi due anni previsti al momento; “una diversa ripartizione delle risorse in modo da evitare distorsioni”; e “un meccanismo di trasparenza in base al quale i beneficiari dovranno rendere conto con una informazione sostanziale di come impiegheranno le risorse che il cittadino destina loro”.


La Camera ha approvato il 25 maggio 2017  via definitiva – con 239 voti favorevoli e 78 contrari – la delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale. Ora il governo dovrà scrivere entro l’anno i decreti attuativi.

Riguardo ai Centri di Servizio per il Volontariato, le novità investono principalmente la loro composizione: infatti, potranno essere gestiti non solo dalle organizzazioni di volontariato ma da tutti gli enti del Terzo settore – sebbene negli organi di governo la maggioranza dovrà essere garantita al volontariato – e i servizi saranno erogati a tutti gli enti che si avvalgono di volontari.
Consulta il testo della legge (testo licenziato dal Senato il 30.03.2016 e approvato, senza modifiche e invia definitiva, dalla Camera il 25.05.2016).

Qui il Dossier della Camera con tutto l’iter legislativo e i documenti prodotti nel corso della discussione.

Leggi la notizia su Vita.it Redattore Sociale.

Dalla rassegna stampa di Csvnet:

Terzo settore, arriva l’ok. La riforma diventa legge
Avvenire, 26 mag 2016

Terzo settore, svolta storica per il no profit italiano
Unità, 26 mag 2016

 

fonte: www.cesvot.it


 INCONTRO DI FORMAZIONE – INFORMAZIONE

Nei primi giorni del mese di luglio saranno definitivamente approvati 3 decreti di attuazione delle legge sul 3° Settore licenziati dal C.D.M. il 12 maggio u.s.

Tali decreti, in particolare quello relativo al nuovo codice del 3° Settore, cambieranno profondamente la vita delle nostre Associazioni. Per questo si è ritenuto utile, per non dire indispensabile, un incontro di formazione – informazione dei Dirigenti/referenti delle Associazioni per conoscere cosa e come cambia.

La lezione, tenuta dall’Avv. Guido Martinelli, sarà introdotta e presieduta dal Vice Presidente nazionale dell’Aics Maurizio Toccafondi e si terrà

MECOLEDI’ 5 LUGLIO dalle ore 15,30 alle ore 18,00

Presso la sede del Comitato Provinciale Aics di Firenze
Via Luigi La Vista,1b (zona Cure – autobus n.1).

Ingresso Gratuito

 GIORNATA DI FORMAZIONE SULLA RIFORMA DEL TERZO SETTORE
organizzata dal Comitato Regionale AICS Toscana

Grande partecipazione al seminario organizzato dal Comitato Regionale AICS Toscana  sulla Riforma del Terzo Settore.
Presenti anche esponenti degli altri Enti di Promozione Sportiva e Presidenti di Associazioni e Circoli affiliati.
Molti i quesiti rivolti all’avvocato Martinelli, alta la partecipazione attiva al seminario sulla riforma del terzo settore.

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